Campagne Nazionali

La Giornata internazionale della visibilità per transgender è un evento dedicato alla celebrazione delle persone transgender e alla sensibilizzazione in merito alle discriminazioni subite dalle persone transgender in tutto il mondo. La giornata è stata fondata dall’attivista transgender statunitense Rachel Crandall of Michigan nel 2009 come reazione alla mancanza di festivitàche riconoscesse e celebrasse i membri viventi della comunità transgender.

Il 31 marzo 2009 si è tenuto il primo International Transgender Day of Visibility. Da allora è stato guidato dall’organizzazione per la difesa dei giovani con sede negli Stati Uniti, Trans Student Educational Resources.

Nel 2015, molte persone transgender hanno partecipato a una campagna di social media online su siti Web tra cui Facebook, Twitter, Tumblr e Instagram. I partecipanti hanno postato autoscatti, storie personali e statistiche relative alle questioni transgender e ad altri contenuti correlati per aumentare la consapevolezza e aumentare la visibilità.

Arcigay ha deciso di esserci anche quest’anno con una campagna che rispondesse alla domanda: Cosa è per Te la visibilità?
E’ quindi con orgoglio, coraggio e determinazione che tante persone T ( appartenenti ad Arcigay e non) si sono fotografate ed hanno risposto alla domanda dando un pluri significato alla Giornata a cominciare da #ioesisto.

Fonte: arcigay.it

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News

Cambio al vertice dell’Arcigay Bat “Le Mine Vaganti”Gianluca Caruolo, 25 anni, attivista dal 2012, succede a Luciano Lopopolo, da alcuni mesi numero uno di Arcigay nazionale. Il rinnovo del consiglio direttivo è avvenuto lo scorso 26 marzo.

“Il nuovo gruppo dirigente lavorerà sicuramente in continuità a ciò che è stato fatto negli ultimi anni con Luciano presidente”, ci spiega il neo presidente Caruolo, “Ogni decisione, ogni iniziativa, ogni scelta sarà intrapresa in maniera collegiale e condivisa. Non esiste, come non è mai esistita in Arcigay Bat, la logica dell’uomo solo al comando. Ciascuno dei sette componenti del direttivo avrà una specifica delega, ma a lavorare sarà l’intero gruppo. Avverto il peso della responsabilità, questo sì, ma so di non essere solo in questo percorso“.

“E’ una fase storica, quella che stiamo vivendo, in cui si tocca con mano una forte crisi del mondo associativo”, sottolinea il presidente Arcigay Bat, “I giovani mostrano sempre meno volontà di coinvolgimento e partecipazione alla vita attiva delle associazioni. Un punto su cui insistere sarà proprio quello di far sentire di più la nostra voce, spiegare di cosa ci occupiamo e coinvolgere, come abbiamo fatto attraverso progetti scuola di ‘educazione e differenze’ portati avanti tra Bisceglie, Barletta, Ruvo, Molfetta che hanno visto la partecipazione di oltre mille studenti e più di duecento docenti“.

Purtroppo il governo centrale“, mette in evidenza Gianluca Caruolo, “di diritti non parla, anzi, una parte del governo mette in atto quasi una regressione sul terreno dei diritti organizzando manifestazioni in cui certi

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Campagne Nazionali

Si intitola “Non fa ridere” la campagna social che Arcigay lancia per contrastare il discorso d’odio on line (hate speech), in particolare quello che maschera omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell’ironia, in modo da renderli socialmente accettabili e perfino virali sul web.

L’iniziativa è inserita all’interno del progetto europeo Accept realizzato da Arcigay assieme alla Fondazione Bruno Kessler di Trento e che ha monitorato, grazie a una piattaforma progettata ad hoc dai tecnici della fondazione, per un anno (da marzo 2018 a febbraio 2019) quasi 530mila contenuti, tra tweet, news e post su facebook.

Un gruppo di valutatrici e valutatori (diversi per provenienza geografica, sesso, orientamento sessuale, età, e livello di istruzione ma accomunati dalla dichiarata appartenenza a posizioni socio-politiche liberali, progressiste e democratiche) si è occupato di classificare i tweet (positivi se mostravano una posizione aperta e inclusiva nei confronti delle persone LGBTI, negativi se escludenti, discriminatori e offensivi, dubbi se il messaggio era ambiguo o poco decifrabile).

L’analisi ha scremato il materiale e ha portato alla definizione di un campione di 5.189 tweet che hanno permesso di trarre alcune prime considerazioni: innanzitutto, i messaggi contenenti odio si possono dividere in tre cluster: mondo dello spettacolo, dibattito pubblico e attualità, diritti e temi etici. Le parole più ricorrenti nei messaggi negativi sono: ricchione, propaganda, ordine, natura. Quelle più ricorrenti nei messaggi positivi sono: cittadini, gruppo, associazioni, sociali. Nei messaggi dubbi troviamo: privilegio, battuta, scherzo, opinione. E ancora: i tweet più polarizzanti, ovvero quelli in cui i

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Campagne Nazionali

Ogni giorno #LOTTOMARZO – Rete Donne ARCIGAY

Sette donne simbolo dell’attivismo LGBT*QIPA+ (lesbica, gay, bisex, trans*, queer, intersex, pansexual, asessuali, altre soggettività) e non solo, sono le protagoniste della campagna social promossa dalla Rete Donne ARCIGAY per ribadire che la lotta alla violenza di genere, alla discriminazione e all’abilismo sono un impegno quotidiano. Sono Hande Kader, Audre Lorde, Marsha P.Johnson, Marcella Di Folco, Marielle Franco, Mariasilvia Spolato e Stella Young e le loro vite – spesso dimenticate – parlano di autodeterminazione, r-esistenza e di ribellione alle norme imposte e del prezzo che si paga per la libertà.

SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA: NOI CI SIAMO

Per noi l’8 marzo è una giornata di rivendicazione e di lotta nella quale i nostri corpi si uniscono a quelli delle compagne di Non una di meno e di tutt* coloro che si riconoscono nella piattaforma politica dello sciopero globale transfemminista.

Lo sciopero globale transfemminista è una mobilitazione che ci chiama in causa, chiedendoci molto di più di una adesione di principio. In un momento storico come questo, in cui le donne e le soggettività LGBT*QIPA+ (lesbica, gay, bisex, trans*, queer, intersex, pansexual, asessuali, altre soggettività) sono nuovamente sotto assedio, non possiamo essere spettator* passiv*, dobbiamo mobilitarci nella condivisione di pratiche internazionali di r-esistenza.

Sentirsi parte della marea transfemminista che attraverserà le strade, occuperà le piazze, invaderà i luoghi di lavoro e di cura e aderire alle mondalità di sciopero previste, significa ribadire che violenza sulle donne eLGBT*QIPA+-fobia hanno la stessa radice/matrice nella cultura patriarcale basata sull’eteronormatività e sul binarismo di genere. E agire di conseguenza per mettere in discussione l’eterosessualità obbligatoria, i

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News

È convocato il congresso del comitato Arcigay Bat “Le Mine Vaganti” che si terrà il 26 marzo 2019 presso la sede UAAR Bat, a Trani, in via Umberto I 273, in prima convocazione alle ore 7 ed in seconda convocazione alle ore 20.

Sì ricorda che possono prendere parte al voto tutt* i/le soci* in regola con il versamento della quota associativa. In occasione del congresso saranno discussi e votati:

  1. Variazioni statutarie per adeguamento alle nuove norme di legge
  2. Bilancio 2018
  3. Organi associativi

Le candidature per la presidenza e relativo consiglio direttivo dovranno essere inviate all’indirizzo bat@arcigay.it.

Il Presidente
Il Consiglio Direttivo

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Campagne Nazionali

Siamo tutt* sierocoinvolt*” è il claim della nuova campagna di Arcigay che, con un video, lancia un doppio messaggio: un appello ad un’assunzione di responsabilità collettiva sulla riduzione dell’epidemia e dello stigma verso le persone con HIV, ma anche un messaggio informativo sul fatto che oggi una persona con HIV in terapia con carica virale non rilevabile non trasmette il virus.

Siamo tutt* “sierocoinvolt*” significa che ha sempre meno senso, se mai lo ha avuto, dividere il mondo in sieropositivi (persone che vivono con HIV) e sieronegativi (persone che non hanno l’HIV), perché tutti hanno avuto, consapevoli o meno, e a vari livelli di prossimità, esperienza dell’HIV nella realtà degli incontri della propria vita o nell’immaginario delle proprie paure.

La vera differenza oggi la fa proprio quell’assunzione di responsabilità collettiva, condivisa, di comunità, per cui si dice un secco no “al muro avvelenato del silenzio, della paura e del rifiuto” e si fa tesoro di tutti quegli strumenti di prevenzione che oggi ci sono e consentono di “godersi la vita e il sesso”. Anche con l’HIV, per evitare nuove infezioni.

Perché la campagna ribadisce anche un altro concetto che Arcigay veicola da tempo: una persona che vive con HIV e che segue una terapia efficace stabile, con carica virale non rilevabile, non trasmette il virus. Questo aspetto diventa non solo uno strumento di prevenzione contro la diffusione dell’HIV, ma anche un potente strumento di liberazione dalla paura. Paura di infettare (per le persone con HIV) o di infezione (per chi incontra persone con HIV). Nel video della campagna questo concetto lo ribadiscono, assumendosi quella responsabilità collettiva auspicata,

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Campagne Nazionali

L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE NON SI TOCCA

La prima campagna realizzata da Arcigay per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre)

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Arcigay lancia la campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO. L’AUTODETERMINAZIONE DELLE DONNE NON SI TOCCA”

Sei istantanee, sei polaroid, per fotografare la violenza più subdola, quella che limita l’autodeterminazione e la libertà delle donne sul proprio corpo, sul proprio orientamento sesso-affettivo, sulla propria identità di genere e sulle proprie scelte di vita.

La campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” rimette al centro il corpo delle donne: un corpo liberato, non performante e non conforme, che chiede di occupare uno spazio pubblico e politico.

I corpi della campagna “NESSUN CONTROLLO SUL MIO CORPO” sono corpi “senza volti” perché la violenza sulle donne lesbiche, bisex, trans*, intersex e sulle donne che decidono di portare una gravidanza per altri/altre così come la violenza che colpisce tutte le altre donne, non guarda in faccia nessuna, calpestando i diritti di tutte.

La violenza di cui  si parla nella campagna non è solo la violenza fisica e psicologica, ma è anche la violenza che nasce da un sistema patriarcale e di oppressione alimentato da stereotipi e pregiudizi, basato sulla cultura dell’odio e del giudizio, rinforzata da una rappresentazione binaria della società. La violenza che si esprime attraverso un linguaggio sessista, non inclusivo, non rispettoso e per questo violento, che ammantandosi di paternalismo e di falsi moralismi, produce marginalizzazione e isolamento.

A questa violenza le donne protagoniste della campagna non si arrendono. In tutte le istantanee – anche in quelle

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Campagne Nazionali

Arcigay promuove #VOTOARCOBALENO: in occasione delle elezioni politiche 2018, è stata realizzata la piattaforma VotoArcobaleno, chiedendo ad ogni candidato e candidata di esprimersi in merito a cinque punti fondamentali per il benessere non solo della nostra comunità, ma della società tutta.

I punti del nostro programma sono:

1 – Matrimonio per tutt*

L’estensione dell’istituto del matrimonio civile a tutte le coppie, omosessuali e eterosessuali, così come accade in moltissimi Paesi nel mondo, superando l’idea discriminatoria di un istituto ad hoc per le coppie formate da persone dello stesso sesso.

2 – Adozioni per single e coppie dello stesso sesso

La riforma della legge 184 del 1983 sulle adozioni, affinché, tenendo al centro l’interesse primario del minore, sia resa possibile l’adozione per i single e le coppie formate da persone dello stesso sesso.

3 – Legge di contrasto e prevenzione delle violenze e dell’odio omotransfobico

Dopo il naufragio del tentativo di riforma della legge Mancino, è necessario riaprire una discussione finalizzata a produrre un’iniziativa legislativa che definisca un’aggravante per i crimini che hanno origine nell’omofobia, nella lesbofobia, nella bifobia e nella transfobia, e che metta in campo azioni strutturali di contrasto e di prevenzione soprattutto in ambito educativo.

4 – Accesso alla fecondazione eterologa per tutte le donne

La riforma della legge 40 del 2004 al fine di garantire l’accesso alla fecondazione eterologa a tutte le donne, anche omosessuali e single, con riconoscimento della genitorialità alla nascita e risoluzione delle problematiche di riconoscimento del rapporto genitori figli per le famiglie omogenitoriali già esistenti.

5 – Verso la depatologizzazione delle persone trans

Un’iniziativa legislativa volta al recepimento della depatologizzazione della condizione trans in ogni

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Campagne Nazionali

L’11 ottobre è la giornata nazionale dedicata al Coming Out, un’occasione in cui celebrare le identità di tutti e tutte. Quest’anno cerchiamo di festeggiarlo in un modo diverso, avvicinandoci alla quotidianità di ogni singola persona e provando a metterci nei panni di ciascun*.
Il Coming Out infatti è un momento delicato sia a livello relazionale che personale, e soprattutto si ripropone continuamente in diverse situazioni: a casa, nel contesto famigliare allargato (parenti e nonne e nonni, etc.), a scuola, nella propria compagnia di amici, nello sport, in palestra.

Ecco perché la campagna #HoQualcosaDaDirvi non si limita a descrivere un unico episodio di esternazione, ma racconta con delicatezza la stessa esternazione ma fatta in contesti differenti.

Come funziona la campagna #HoQualcosaDaDirvi?

Noi abbiamo immaginato e concretizzato attraverso video, manifesti, volantini, cartoline social il coming out a casa, quello a scuola, con gli amici, e nel corso di attività sportive. Sui manifesti c’è un QRcode che qualunque passante può riprendere con il proprio smartphone e avere accesso immediato all’intera galleria video.

Come si può partecipare attivamente?

Chiunque abbia voglia può girare un video da pubblicare sui social, con l’hashtag #HoQualcosaDaDirvi, nel quale fare il proprio coming out, oppure raccontare la sua esperienza, o immaginare come vorrebbe che fosse, o ancora suggerire un’altra categoria di situazioni in cui comunicare la propria identità sessuale o il proprio orientamento è tanto importante quanto delicato. Il coming out in questa campagna è inteso sia come rivelazione del proprio orientamento o identitá sessuale, che come esternazione di un qualcosa rimasto nell’ombra per troppo tempo, che se comunicato ci regala un senso di liberazione.

Senza paure, senza timori, nell’ombra facciamoci stare

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News

L’episodio del biscegliese bloccato e rimproverato dal gestore di un lido balneare salentino perché stava baciando il suo compagno in un luogo pubblico continua a far discutere (leggi qui). Dopo il racconto di uno dei due componenti della coppia, il biscegliese Gianni Leone, e dopo la replica ufficiale del lido “G Beach” di Gallipoli, abbiamo voluto chiedere un parere sull’intera vicenda a Luciano Lopopolo, presidente dell’Arcigay Bat “Le mine vaganti”:

“L’episodio di cui è stato involontariamente protagonista il nostro amico e concittadino è un evidente episodio omofobo”. C’è stato un “trattamento diverso” in una attività commerciale pubblica, rispetto alle altre persone. Come se domattina il barista si rifiutasse di servire il caffè ad un cliente perchè “porta gli occhiali” e lo accompagnasse all’uscita”.

Come ci ha spiegato Lopopolo spesso situazioni del genere, se non più gravi, non vengono neanche resi pubblici:

“Gli episodi denunciati, non solo quelli di marginalizzazione ma anche e soprattutto quelli apertamente violenti sono, purtroppo, soltanto la punta dell’iceberg. Vi è un sommerso che Arcigay raccoglie, ascolta, sostiene attraverso gli sportelli volontari e gratuiti di accoglienza, legale e psicologico, fatto di tante tristezze e miserie quotidiane consumate nelle omertà della famiglia, della scuola. del mondo del lavoro, dei quartieri e del gruppo dei pari”.

Secondo Lopopolo però il trend sembra si stia invertendo negli ultimi anni:

“C’è una crescita costante della denuncia, segno incoraggiante di quanto la comunità abbia preso coscienza di sé ed abbia compreso che è tempo di una grande rivoluzione di civiltà per il nostro paese. Un tempo

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Le Mine Vaganti