Category: News

Campagne Nazionali

L’11 ottobre è la giornata nazionale dedicata al Coming Out, un’occasione in cui celebrare le identità di tutti e tutte. Quest’anno cerchiamo di festeggiarlo in un modo diverso, avvicinandoci alla quotidianità di ogni singola persona e provando a metterci nei panni di ciascun*.
Il Coming Out infatti è un momento delicato sia a livello relazionale che personale, e soprattutto si ripropone continuamente in diverse situazioni: a casa, nel contesto famigliare allargato (parenti e nonne e nonni, etc.), a scuola, nella propria compagnia di amici, nello sport, in palestra.

Ecco perché la campagna #HoQualcosaDaDirvi non si limita a descrivere un unico episodio di esternazione, ma racconta con delicatezza la stessa esternazione ma fatta in contesti differenti.

Come funziona la campagna #HoQualcosaDaDirvi?

Noi abbiamo immaginato e concretizzato attraverso video, manifesti, volantini, cartoline social il coming out a casa, quello a scuola, con gli amici, e nel corso di attività sportive. Sui manifesti c’è un QRcode che qualunque passante può riprendere con il proprio smartphone e avere accesso immediato all’intera galleria video.

Come si può partecipare attivamente?

Chiunque abbia voglia può girare un video da pubblicare sui social, con l’hashtag #HoQualcosaDaDirvi, nel quale fare il proprio coming out, oppure raccontare la sua esperienza, o immaginare come vorrebbe che fosse, o ancora suggerire un’altra categoria di situazioni in cui comunicare la propria identità sessuale o il proprio orientamento è tanto importante quanto delicato. Il coming out in questa campagna è inteso sia come rivelazione del proprio orientamento o identitá sessuale, che come esternazione di un qualcosa rimasto nell’ombra per troppo tempo, che se comunicato ci regala un senso di liberazione.

Senza paure, senza timori, nell’ombra facciamoci stare

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News

L’episodio del biscegliese bloccato e rimproverato dal gestore di un lido balneare salentino perché stava baciando il suo compagno in un luogo pubblico continua a far discutere (leggi qui). Dopo il racconto di uno dei due componenti della coppia, il biscegliese Gianni Leone, e dopo la replica ufficiale del lido “G Beach” di Gallipoli, abbiamo voluto chiedere un parere sull’intera vicenda a Luciano Lopopolo, presidente dell’Arcigay Bat “Le mine vaganti”:

“L'episodio di cui è stato involontariamente protagonista il nostro amico e concittadino è un evidente episodio omofobo”. C'è stato un "trattamento diverso" in una attività commerciale pubblica, rispetto alle altre persone. Come se domattina il barista si rifiutasse di servire il caffè ad un cliente perchè "porta gli occhiali" e lo accompagnasse all'uscita”.

Come ci ha spiegato Lopopolo spesso situazioni del genere, se non più gravi, non vengono neanche resi pubblici:

“Gli episodi denunciati, non solo quelli di marginalizzazione ma anche e soprattutto quelli apertamente violenti sono, purtroppo, soltanto la punta dell'iceberg. Vi è un sommerso che Arcigay raccoglie, ascolta, sostiene attraverso gli sportelli volontari e gratuiti di accoglienza, legale e psicologico, fatto di tante tristezze e miserie quotidiane consumate nelle omertà della famiglia, della scuola. del mondo del lavoro, dei quartieri e del gruppo dei pari”.

Secondo Lopopolo però il trend sembra si stia invertendo negli ultimi anni:

“C’è una crescita costante della denuncia, segno incoraggiante di quanto la comunità abbia preso coscienza di sé ed abbia compreso che è tempo di una grande rivoluzione di civiltà per il nostro paese. Un tempo

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BIG!ff – Bari International Gender film festival

CROWDFUNDING BIG!ff - BARI INTERNATIONAL GENDER FILM FESTIVAL

BIG!ff - Bari International Gender Film Festival è il festival del cinema Lesbo-Gay-Bisex-Trans-Queer-Intersexual della città di Bari che ha visto nel 2015 la sua prima edizione. Esso si è articolato in una settimana di dibattiti, conferenze, manifestazioni culturali, incursioni performative (teatro/danza/musica) e soprattutto proiezioni di film incentrati sulle tematiche delle differenze di genere, legate al corpo, all’identità e all’orientamento sessuale. Vogliamo dotare la città di Bari, grande capoluogo della Puglia e del Sud, di un festival del cinema lgbtqi costante nel tempo e radicato sul territorio, al pari di altre città del centro nord. Bari ha tutte le qualità per ospitarlo! E' una città che si è aperta molto negli ultimi tempi, ospitale, curiosa culturalmente e con una vivace comunità lgbtqi!

Promotrice del progetto è la Cooperativa Sociale Al.i.c.e., da anni impegnata a favorire la riabilitazione sociale e culturale e l’integrazione socio-lavorativa delle persone con disagio, attraverso servizi di supporto psicologico e socio-pedagogico, educativi e formativi orientati a fornire una risposta ai bisogni individuali. In questa cornice, non può mancare l’impegno della Cooperativa nella difesa di chi subisce ogni forma di discriminazione ed emarginazione legata alla propria identità sessuale, attraverso non solo un sostegno psicologico, ma anche grazie all’attivazione di percorsi di ricerca, studio e denuncia che hanno l’obiettivo di sensibilizzare e preparare la comunità su questi temi.


Questo festival è un'opportunità di confrontarsi con le tematiche sull'orientamento sessuale e di misurarne la risposta sociale, la solidarietà, l'integrazione, il rispetto, e la convivenza civile con tutte le manifestazioni della libertà d'espressione personale. E' anche un'occasione unica per visionare opere cinematografiche importanti, che non passano nei circuiti

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Puglia Pride 2017

CROWDFUNDING PUGLIA PRIDE 2017

L'orgoglio di Puglia

Il 1° Luglio 2017 il Pride sfilerà tra le strade di Bari per la seconda volta! La parata nasce dal bisogno della comunità gay, lesbica, bisessuale, transessuale, intersessuale, transgender e queer per il riconoscimento e l’affermazione dei propri diritti. Quest’anno il tema del Puglia Pride è quello delle famiglie: chiediamo eguali diritti affinchè le famiglie TUTTE siano luogo di accoglienza, dove si ha la possibilità di sentirsi accettati, amati e protetti senza rinunciare alla propria libertà.
 

La Famiglia LGBTQI

Siamo noi le attrici e gli attori del cambiamento, oggi siamo un’unica famiglia. La nostra rivendicazione riguarda la bellezza delle diversità rispetto alla famiglia che ognuna e ognuno di noi si costruisce, una famiglia inclusiva quale specchio di nuovi modelli non precostituiti e imposti che spesso diventano sinonimo di oppressione e di non libertà.
Gli studi sull’omogenitorialità dimostrano che essere un buon genitore prescinde dall’orientamento sessuale e dall‘identità di genere. Quello su cui dobbiamo apporre la massima attenzione è il supremo interesse dei bambini e delle bambine. Loro sono il nostro futuro e il nostro cambiamento.
 

Per vivere un primo luglio di festa e di lotta, però, manca solo un passo: il tuo contributo!

Attraverso il crowdfounding e i nostri banchetti, potrai donare una piccola somma per finanziare questo grande evento, e ricevere i gadget targati Puglia Pride, che ti permetteranno di vivere la parata #OgniSantoGiorno.
Anche il più piccolo aiuto, la condivisione di questa campagna con i tuoi amici, i tuoi cari, la tua famiglia, per noi farà la differenza, e ci permetterà di dare voce alle rivendicazioni della comunità LGBTQI* pugliese. Lavoriamo da mesi per
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News

CONCLUSA LA FORMAZIONE SUL CYBER BULLISMO AL "COSMAI" DI BISCEGLIE

A pochi giorni dall’approvazione in via definitiva da parte della Camera dei Deputati della proposta di legge n. 3139-B recante "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo", sabato 20 Maggio scorso si è concluso il percorso di sensibilizzazione rivolto agli studenti ed alle studentesse del “Sergio Cosmai”, l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore di Bisceglie che ha aderito alla Rete Nazionale contro la Discriminazione, il Bullismo e il Cyberbullismo.

Tale percorso, svolto da me in prima persona insieme con la dott.ssa Riccarda Sinisi, Psicologhe Psicoterapeute dell’Associazione Arcigay BAT “Le Mine Vaganti” nell'ambito dei progetti del MIUR e del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, ha visto coinvolte le associazioni Arcigay, Arcilesbica ed Agedo con il Coordinamento di Gay Center con la finalità principale di riflettere sull’uso consapevole della Rete e sul ruolo attivo e responsabile di ogni cittadino/a nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro. L’intervento formativo, di tipo esperienziale, ha coinvolto le classi in attività mirate alla prevenzione delle discriminazioni attraverso lo sviluppo di un atteggiamento di rispetto per i differenti orientamenti sessuali e affettivi.

Nell’ambito dello stesso progetto, gli studenti e le studentesse dell’Istituto Rossellini di Roma hanno elaborato un video intitolato #IoStoConTe, successivamente visionato nelle scuole coinvolte, che mette appunto in luce le discriminazioni che avvengono attraverso i social e chat a danno di ragazzi e ragazze lesbiche, gay e trans.

Al Dirigente dell’Istituto Cosmai, Dott. Donato Musci, e alla Prof.ssa Grazia Amoruso, referente del percorso, va riconosciuta la sensibilità di aver intercettato il bisogno

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Campagne Nazionali

196 le storie monitorate durante gli ultimi 12 mesi. Al via la campagna #maqualegender che tenta di smontare le bufale dei movimenti no-gender

17 maggio 2017 – Nei dodici mesi trascorsi tra il 17 maggio 2016 e oggi,  sono 196 le storie di omotransfobia censite da Arcigay attraverso il monitoraggio dei mass media, e descritte nel report che ogni anno, in occasione della Giornata internazionale contro l’omotransfobia, Arcigay licenzia. “Un numero quasi doppio rispetto a quello dello scorso anno e che merita una riflessione e la ricerca delle opportune chiavi di lettura”, dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Innanzitutto, il report è stato stilato monitorando i quotidiani e i periodici locali e nazionali e i principali siti web di informazione: le storie che riporta sono quindi quelle che hanno superato il filtro della notiziabilità, cioè che sono state innanzitutto denunciate e in secondo luogo ritenute di pubblico interesse dagli operatori dell’informazione. Non si tratta quindi di un censimento esaustivo del fenomeno, semmai di una fotografia che all’interno del fenomeno complessivo dell’omotransfobia pemette di distinguere i contesti e le forme in cui si verifica. E’ insomma un report qualitativo, che entra nel merito del racconto dei fatti e cerca di individuare tratti comuni e tendenze.
 
Proprio per questo il report è stato suddiviso in 6 sezioni: la prima è dedicata all’omofobia istituzionale e ai movimenti omofobi, cioè a tutti i casi in cui parole e azioni d’odio hanno come responsabile un rappresentante istituzionale, luoghi istituzionali, o realtà che tentano di confezionare il discorso d’odio in contenitori “autorevoli” (convegni ad esempio), affinché sia assunto come
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Le Mine Vaganti
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