Editoriali

Il valore della visibilità è uno dei focus tematici e politici della identità storica di Arcigay, principio ispiratore che il movimento per la libertà e l’autodeterminazione ha sempre considerato fondamentale nel processo di emancipazione personale e politica delle persone. Tale visibilità costituisce un percorso progressivo che comincia con il “coming out”, espressione anglosassone che allude alla possibilità di “venir fuori”, “uscire allo scoperto” con cui i primi attivisti e le prime attiviste, sul finire degli anni ’60 rendevano visibile al mondo intero le proprie scelte sessuali ed affettive, coerentemente con la propria natura e la propria identità di genere, interrompendo con l’irruenza di tale gesto il “buio” e “l’oscurantismo” cui nei secoli precedenti era stata relegata la comunità LGBTI

Arcigay promuove il coming out come strumento di emancipazione ed affermazione del se’ sia sul versante personale e privato che civile e politico. Nella convinzione che ogni dimensione fisica della persona contenga inevitabilmente una rilevanza politica, il coming out diviene un presupposto fondamentale nel processo di liberazione prima ed espressione della propria natura individuale e relazionale. Al coming out è dedicata la data dell’11 ottobre (coming out day), con cui dal 1988 la comunità LGBTI celebra l’importanza di questo momento di libera espressione. Arcigay sostiene il coming out attraverso le attiviste e gli attivisti ed il loro lavoro volontario e gratuito sui territorii. Con il contributo degli sportelli di accoglienza e di ascolto, delle professionalità dell’area socio, psico-pedagogica di cui sono dotati numerosi comitati territoriali, le associazioni sono vicine a tutte e tutti coloro che stanno compiendo il proprio percorso di coming out ed alle loro famiglie. L’attività di advocacy a favore ed a sostegno della comunità si completa anche con il supporto legale che le associazioni nei territorii offrono ai socii ed alle socie.

Il valore politico del coming out si concretizza anche nel costituire per ragazze e ragazzi, uomini e donne uno dei presupposti fondamentali per il raggiungimento di una condizione di benessere psico fisico e sociale ma anche per garantirne la tutela. Infatti violenze, discriminazioni, marginalizzazione e forme di bullismo omo-lesbo-trans-bifobico, sia scolastico che sociale o lavorativo sono più frequenti e più nascoste nei confronti di persone che non avendo completato, rispetto alla propria famiglia o al proprio gruppo sociale, il coming out tendono a non denunciare le violenze che si cronicizzano il più delle volte con esiti molto pericolosi per la incolumità della persona. In tali contesti di violenza quando non è direttamente minacciata l’integrità e l’incolumità fisica individuale, ne risultano comunque inevitabilmente e drammaticamente alterati l’equilibrio psicologico e personale. Questo microcosmo di sofferenza prende il nome di Minority stress o stress da minoranza e può essere contrastato con politiche ed attività socio culturali a sostegno del coming out, nonché interventi specifici in ambiti famigliari particolarmente critici e ad elevato rischio di violenza domestica e personale dove non sia sufficiente la “moral suasion” operata sulla società civile.

Articolo scritto da

LUCIANO LOPOPOLO

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