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In occasione della conclusione del progetto “Educare alle differenze, prevenzione del bullismo per orientamento sessuale ed identità di genere” il comitato territoriale Arcigay Bat “Le Mine Vaganti”, il Centro Antiviolenza Riscoprirsi di Andria e l’associazione Agedo Bat hanno organizzato nella giornata di giovedì 15 marzo, alle ore 18:30, un convegno di presentazione dei risultati conseguiti.

L’iniziativa si è tenuta presso l’IISS “Mons. Antonio Bello” di Molfetta, durante la quale sono intervenute e intervenuti la vice sindaca di Molfetta Sara Allegretta, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessore alla cultura della regione Puglia dott. Sebastiano Leo, l’assessore alla socialità del comune di Molfetta dott. Ottavio Balducci, la dirigente dell’IISS “Mons.Antonio Bello” prof.ssa Maria Rosaria Pugliese, la coordinatrice della Rete delle Scuole Superiori di Molfetta prof.ssa Margherita Anna Bufi

Il progetto formativo, di 30 ore in 5 incontri pomeridiani, è stato rivolto ad un gruppo di docenti delle scuole secondarie superiori di Molfetta ed ha riguardato la conoscenza degli elementi fondamentali della identità sessuo-affettiva, con specifici focus sul fenomeno della discriminazione e del bullismo omotransfobico.

Docenti del corso, attiviste ed attivisti di Arcigay ed Agedo, le psicologhe e psicoterapeute dottoresse Antonella Zotti e Riccarda Sinisi, operatrici del centro antiviolenza Riscoprirsi, il prof. Alessandro Taurino, docente di Psicologia Clinica dell’Università degli Studi di Bari, Morena Rapolla, avvocata esperta in diritti e tutele della comunità LGBTI, e l’avvocata Marina Tritta.

Arcigay Barletta-Andria-Trani “Le Mine Vaganti”
Centro Antiviolenza “Riscoprirsi”
Agedo Barletta-Andria-Trani

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Si accoglie con grande favore l’iniziativa della giunta regionale pugliese, che vede l’approvazione da parte della Giunta guidata dal Presidente Michele Emiliano (firmatario del provvedimento) del Disegno di legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Un testo innovativo quello approvato, alla cui stesura hanno contribuito le organizzazioni LGBTI e i giuristi della Rete Lenford, con il coordinamento dell’on. Titti De Simone, Consigliera politica del Presidente Emiliano per l’attuazione del Programma.

Alla presentazione ufficiale della legge, prevista per oggi, mercoledì 15 novembre, alle ore 10:00, presso la presidenza della Regione Puglia partciperanno, inoltre, il Segretario politico nazionale Arcigay Gabriele Piazzoni e Arcigay Puglia con le rappresentanze dei comitati territoriali di Bari, Barletta-Andria-Trani, Foggia e Lecce.

In mancanza di uno strumento legislativo nazionale (ricordiamo che giace in fondo ai cassetti di Palazzo Madama la legge contro l’omofobia, approvata dalla Camera il 19 settembre del 2013, trasmessa subito dopo al Senato e, da quel momento, sprofondata nel nulla, insabbiata da una valanga di emendamenti), l’iniziativa della Giunta regionale ha lo scopo di colmare un vuoto legislativo gravissimo alla luce della situazione sociale preoccupante che tocca tutti i livelli territoriali. La violenza fisica, la discriminazione, l’uso di un linguaggio caratterizzato dall’odio, diffuso in rete e di cui spesso sono vittime gli e le adolescenti, rappresentano segnali allarmanti di cui bisogna tenere conto e contro cui bisogna reagire. L’invisibilità verso cui sono portate a rifugiarsi le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender e intersex (LGBTI) è un pericoloso fattore predittivo della volontà di far scomparire dalla scena

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Abbiamo inoltrato QUESTO comunicato stampa alla GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO la quale ha deciso di NON pubblicarlo.

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“Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!” (Nanni Moretti, Palombella Rossa)

Nanni Moretti aveva, ed ha ragione: le parole sono importanti. Ancora oggi, purtroppo però, il valore, il peso che si attribuisce al linguaggio che si utilizza, alle parole che si selezionano per comunicare, non è percepito come dovere imprescindibile da parte di tutti coloro che per professione scelgono di mettersi al servizio della comunità per raggiungere l’obiettivo di una informazione libera, corretta, obiettiva e veritiera.

In data 26 giugno, in prima pagina, la Gazzetta del Mezzogiorno ha inserito un trafiletto, di rinvio all’articolo all’interno del quotidiano, dal titolo: “Brindisi. Tenta di dar fuoco alla casa del suo ex. Gay arrestato”.

Vi siete mai chiesti quale fosse l’orientamento sessuale di una persona protagonista di un fatto di cronaca o quello, ad esempio, di un vincitore o vincitrice di premio Nobel? Pensiamo di no. Stupisce purtroppo, e ancora, come la carta stampata, e non solo quindi l’informazione online, spesso commetta errori nella selezione del linguaggio indirizzato a comunicare, ad informare.

Nelle linee guida per una informazione rispettosa delle persone LGBTQI realizzato nel 2013 dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità nel 2013, si riferisce come il codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica abbia il dovere di tutelare “il diritto all’informazione su fatti di interesse pubblico, nel rispetto

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